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TER

che tipiaccia dirmi se quello che ame dicesti ieri sopra
irai cioe che miei progenitori fussono fedeli et vaxalli
detuoi sia vero /o/ fosse pure detto sopra ira sanza al-
tro fondamento diverita; et se vero none tipiaccia
difare iscrederlo acompagni aquali tu colla tua affer-
matione lai facto credere et reputarrmi piu vile
che non soleano: et se vero fusse mene faccia piu chia-
ro siche io faccia ancora delmio fallo maggiore amen-
da. Io certamente fu mosso acompassione et rispo-
si allui consimile humilita et modestia: et dixi
áme pesa molto havere detto cosa dituo dispiacere
percio che sempre to amato come caro compa-
gno/ ma nonpuo essere che giovani non fallino: et
io conosco aquesta volta avere troppo fallato et di-
cio chieggio perdono et offeromi apparechiato ao-
gni tuo piacere et didire acompagni cio che vorrai
per tuo honore. Allora esso dixe iotiringratio della
tua humile et benigna risposta et delle tue gratiose
offerte; ma io tipriego per solo iddio che prima midi-
ca se vero /e/ quello che contro ame irato dicesti. Io
veggendo ilsuo disiderio cosi scongiurato dallui dixi;
Poi che pure cosi vuogli io tidico che vero /e/ cio chio
tidissi et cosi /o/ lecto molte volte nel publico istrument-
to. Udito questo dixe io sono per andare infino afi-
renze io tipriego che tu scriva la auno detuoi fra-
telli che mi mostri et lasci leggere questa carta et
inbrieve cosi feci. Fu esso afirenze et lesse lacarta
et trovo essere vero cio che detto gliavea: diche
tornato ábologna sempre poi vivette meco humile
et riverente: et sempre honoro me come suo maggiore

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{quasi cio gliparesse}

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Geep

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