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f. 20v
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INCOMINCIA . LA TERZA . ET VULTIMA . PARTE . DELLA . EPISTOLA . DI M(ESSER) LAPO DA CASTIGLIONCHIO . A . M(ESSER) BERNARDO . CA NONICO . FIORENTINO . SVO . FIGLVOLO .

HORA . VENGO . ALLA TERZA . parte promessa cioè a rispondere alle tue domande et a satisfare al tuo desiderio: e questa parte tertia sara divisa in tre come tre sono le tue domande: et venendo per ordine alla prima, cioè se tu sie nobile, o plebio. Prima voglio te rendere certo che di questo{NOTA}1Appears to be a monogrammatic form of the word, extending in the left margin from "questo" to "iquali" non intendo dare sententia ne aprire mio iudicio:{Salamone} Pero che scritto e perlo savio non ti incolpare et non ti lodare: piero che questo e atto dicolore i quali lavanagloria vexa et molesta Et per tanto amé non starebbe bene: ma perfuggire questo et niente dimeno satisffare al tuo desiderio o premesso tanto lungo et tanto chiaro il tractato et la doctrina della nobilità et dimostratoti che cosa sia nobilità et chi sia nobile et chi plebio. Ho ra dirò a te della origine della antichità: dello stato: delle riccheze: delle degnitadi: delle vir tu et costumei de tuoi progenitori et miei Lequa li cose intese et sapute perte et quelle co(n)ferendo{et bilanciando colla}

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et bilanciando colla decta doctrina della nobilità assia chiaramente perte stesso potrài prendere buono et vero iudicio et discernere se se nobile /o/ plebio. Et se bisogno fusse ne potrài conferire con alcuno che sia di piu maturo iudicio dite/ accio chel tuo jovenile affecto tirandoti piu qua /o/ piula non torcesse il ver iudicio. Pero che come disse Francesco petrar {Messer Francesco petrarcha} cha poeta clarissimo in una epistola/ laquale à me destinò ; et laquale nella tua età piu tenera appara sti amente foglono fiudicii delli amanti /cioe di coloro che amano troppo una cosa essere ciechi Di co adunque cominciando chel primo luogo che nostri progenitori possedessono (secondo lantica fama durata da tanto tempo inqua / che del prin cipio nulla memoria dhuomo è) fu uno castello nel paese di validisene che si chiamo Cuona: et an corà cosi si chiama il poggio el sito delluogo poesso alla cittàdi firenze a dieci migla. Fu ildecto castello fortissimo disito et dimura et dircocca secondo che anchorà appare perlisegni et perle vestigie delle cose disfacte E de vero secondo che la decta antica fama sempre infino al di doggi ha pre dicato et facto notorio nella città et nel contado difirenze. Quello luogo fu acommune dicoloro che oggi sichiamano quelli da volognano et della nostra famigla che oggi si chiamano quelli da casti glionchio/ i quali tutti in quello tempo ivi furono una famiglia et duno proprio sangue / et chiama vonsi signori da Cuoria Et ivi cosi tutti in sieme hebbono grande stato et in tutto el paese tenuti et

{ Benchio non sia di quel grande honor degno Che tu mi fai che teninganna anmore Che spesso occhio ben sa veder torto dite Messer Franceso in un so netto che comincia Il male mi prene Cuona}

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Ter.reputati i maggiori et piu nobili huomini delpaese. Furono molti delle persone et piu cavalieri come piu giù faro mentione: et reveriti et temuti per tutto il paese. Hebbeno anchorà inquello paese et intorno aldetto castello et dentro molti vaxalli et fedeli: et iurisdictione incivili et criminali et mero et misto imperio: delle quali cose sono anchorà parte delle carte et privilegii appresso quegli da volognano et mai niuna dalloro nepote avere. Truovo anchora che ipredetti daCuona a quello tempo teneano piu altre castella & ville et tenure cioe ciascuno de detti lati diperse havea piu tenute luoghi et ville. Lascio stare letenute dellato che sichiama oggi da volognano pero che none lamia intentione discrivere de facti loro senon inquanto vengano approposito delli facti della nostra famiglia. Dico adunque che inquelli tempi et anche poi cheldetto castello diCuona fu disfacto : ildetto lato che oggi sichiama daCastiglionchio haveano et {Nepozano}tenevano ilcastello dinepozano nella detta valle di Sieve dinobile sito et forteza, con vaxalli et fedeli et iurisdictione civile et criminale ilquale poi già sono anni [blank] si vendè perli detti progenitori nostri allabate delmonistero dipoppi dicasentino: et poi ildetto abate ilvende acherchi grandi et ricchi mercatanti et cittadini difirenze. Et poi perli detti cerchi à Piero di philippo et aMaso suo nipote deglialbizi notabili et ricchi cittadini della detta città dicui oggiè/ Et appresso diloro sono oggi tutte ledette carte delle dette venite et conpere antiche et nuove. Truovo ancora che tenea ildetto nostro lato due tenute nelvaldarno

{Nepozano comprato da Cerchi Piero diphilipp & Mafuo suo nipote }degli al bizi}

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PARSdisopra convaxalli et fedeli et iurisdicione delle quali luna sichiama Failla et laltra Faella tra mon- {Failla} te varchi et castello SanGiovanni. Truovo anco- {Faella}Faella ra che idetti daCuona inquello tempo tenano a comune ilcastello divolognano congrandi possessioni {Volognano} et confedeli et convaxalli et iurisdictione. Truovo ancorà che aveano molte padronerie acomune: Erano padroni della badià disancto Bartholomeo di { Badia diripole} Ripole dellordine divalembrosa presso afirenze adue migla bella notabile et riccha badia: del principio dellaquale padronerià nulla memoria/e/ et infino aldi doggi /e/ durata et dura. Erano padroni della {Pieve aremolo} pieve aremolo invaldisieve, questa oggi /e/ perduta il modo /o/ lacagione nonso. Erano padroni et oggi siamo delle pieve dirignano invaldarno disopra. Erano {Pieve dirignano} padroni et oggi siamo della chiesa disan Salvestro aMar- {San Salvestro amarciano} ciano deldetto piviere dirignano. Erano et oggi siamo padroni della chiesa di sancto Stefano a torri {Sancto Stephano atorri} del detto piviere dirignano. Erano et oggi siamo padroni della chiesa diSanBartholo amoriano delpivie- {San Bartholo amoriano} re dimiransu. Erano et oggi siamo padroni della {Pieve di San Lorenzo} pieve disancto lorenzo admira insu. Erano et oggi {admiransu.} siamo padroni della chiesa de San Marcellino dipiano diripole subiecta aldecto monistero diripole. Era- {Sanmarcellino dipian} no padroni della chiesa disancto Prognano delpieviere {diripole} dimiransu. Erano et oggi siamo padroni della chiesa {San Prognano} delcastello predecto dicuona. Erano et oggi siamo padroni della chiesa delcastello di volognano. Vero /e/ che perciò che gia sono lunghisssimi tempi tanto che memoria d'huomo nonè. Il detto nostro lato vende

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TER lasua parte didetto castello alaltro lato che oggi sichiama da volognano riservando solo á se lapadronerìa della chiesa: laquale padronìa usando inostri maggiori, et perquesta cagione usando neldetto castello ne nacque grandi scandali, zuffe, et questioni traldetto lato che oggi sichiama davolognano elnostro lato predetto. Il perche senefece conpromesso in Antonio diLando degliabizi et Jacopo dalberto de gli alberti grandi et potenti cittadini difirenze: I quali disposono che aquelli di Castiglionchio non fosse lecito dandare aquella chiesa divolognano, mache incompensatione dicio il prete dessachiesa dovesse ogni anno la vilia della festa principale della chiesa delcastello dicastiglionchio cioe Sancta Marìa amezo agosto mandare perlo suo cherico unobello castrone vivo et grasso atutti quelli dacastiglionchio permodo ditributo et dicenso et cosi /e/ observato infino aoggi et observa. Et quando ilprete morisse idetti davolognano dovessono nominare alquan- ti preti dequali quelli dacastiglioncho nedovessono prendere uno et cosi se observato. Erano ancora padroni dipiu altre badie, pievi & chiese lequali percio che sono perdute non curo raccontare. Hora /e/ vero che secondo che lafama antica datanto tempo inqua che delsuo principio none alcuna memoria d'huomo. Il detto castello diCuona fu disfacto tutto perlo comune difirenze; et lacagione secondo ladetta fama et altre relationi et informationi fu percio che idetti dacuona perledette loro castella tenute et ville et fideli

{Antonio dilaqndo deglialbizi. 1 acopo dalberto deglialberti.}

{Tributo di quelli da Volo gnano à quelli da Castiglionchio. [different hand]Di pagare al mandare un castrone per La Mad.onna di mezzo Agosto il Prete della Chiesa di Volognano in recognizione di padronato di quagli da [?]uona, [?]ano padroni insieme con [?[lli da Volognano}[bracketed]

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