Alberti, Leon Battista, 1404-1472. Deiphira : manuscript, [not after 1472]. MS Typ 422. Houghton Library, Harvard University, Cambridge, Mass.

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LEGETE ME AMAN TI ET RECO GNOSCEN DO QUI ME CHO IVOSTRI

[Image: Three figures are in a garden with a large stone structure, perhaps a wall in the background. A man and woman are seated, and robed figure stands next to them, gesturing as if in conversation.]

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errori diventarete opiu docti ad amare o molto piu prudenti a fugire amore. et se legendo forse qualche sospiro o lacrima vi tiene sievi con- forto poi che altri anchora prova quel lo che voi legete. Ne sia chi stimi conoscere amore se puo tutto leger me senza qualche poco suspirare Anchora sera chi me legera lacrimando. Ma provati amanti et me co scorgiete quanto in voi possa amore. Et credo imparerete qualche utilita avivere amati; et pregiati da vostri citadini.

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DEIPHIRA INCIPIT

Pallimacro. EH Quanto stimitu sedere dentro ame grave quel dolore; el quale anchora tanto prema chi da lungi il mira. Quello incendio certo conviene sia pur grandissimo el quale den- tro ha piu muri inchiuso anchora noce a proximi edificii, et non volere philarco mio / dame hora quello che la fortuna mia tanto iniqua mi vieta chio possa. A me conviene avezare me stesso a quello in che omai mentre chio viva sara necessario continuo exer-
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citarmi / acio che questo uso in me rendameno aspero quel che hora me troppo | acerbo, fungono imei suspieri altrove che lui sempre essere ove in me arde il mio dolore, et le mie lacrime cadendo per el seno tornano unde furono premute al chuore. Et questo mio dolore come cossa ferroce et troppo mordace quanto piu dentro almio pecto rinchiuso et obscuro nascoso terro tanto forsi dismettera suo impeto et rabbia. Philarco. Io vedendo te cossi solo errare fra queste silve tanto afflicto non potea pallimacro mio non maravegliarmi et molto desiderava sapere unde in questo fronte tuo

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sempre in altro tempo lietissimo hora subito cossi fosse tanto indicio di superchio dolore. Tu giovane bello / richo / gentile / dextro et virtuoso / et piu che qualunche altro di tua eta et fortuna / amato da tutti et reverito. Conoscoti prudente studioso et in omni laude et gentileza tale che io inme mai saprei desiderare felicita / altra che questa quale ate harie / o la fortuna, ola virtu tua concesso et aqui- stato. So quanto mi stimi fra tuoi fidatissimi amici, per questo a me parse o debito o licito / richiedere date / che tu ame come ad amico imponessi parte de quisti toi incarchi quali cossi ti at-

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